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I LIBRI CHE HANNO RISCRITTO LA MIA VITA

Il mio amore per le parole mi ha sempre portato ad ascoltare tanta musica, leggere libri, poesie, pensieri… ho divorato qualunque cosa pur di assimilare la bellezza della scrittura di alcuni autori.

In questo articolo vi parlerò dei libri che mi hanno conquistato… devo dire che sono davvero tantissimi, ma come ho già fatto per gli album, mi concentrerò solo su alcuni titoli che sono spesso legati ad aneddoti ben precisi.

Partiamo con due autori di cui mi sono innamorato quando andavo alle superiori. Ricordo che non mi andava molto di leggere i libri proposti in ambito scolastico, così la mia brillante professoressa di italiano, sapendo il mio alto rendimento nella sua materia, mi chiese il motivo del mio poco interesse verso la lettura… in verità non ero disinteressato ai libri, ma solo a quelli che mi annoiavano. Allora una mattina la mia prof si era presentata a scuola con “La forma dell’acqua” di Andrea Camilleri. Mi disse “prova a leggere questo e dimmi come ti sembra”… tornato a casa lo divorai in un pomeriggio… un racconto magico di una Sicilia inguaribilmente romantica e spietata allo stesso tempo. Tornai a scuola e chiesi un altro titolo alla prof, lei mi sorrise compiaciuta “Prova con -Il ladro di merendine- sempre di Camilleri“… anche quello non durò mezza giornata… Andrea Camilleri aveva scritto una marea di romanzi utilizzando come protagonista Montalbano e io non riuscivo a smettere di leggerli… ero quasi stregato dal suo approccio alla scrittura, dalla sua ironia, dalla sua Sicilia e dal mondo in cui i personaggi prendevano vita.

Ma la mia prof di italiano, sempre in quello stesso anno, mi regalò una serie di perle letterarie infinite… una di quelle a cui sono letteralmente affezionato è sicuramente “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi, il suo primo e meraviglioso romanzo… una storia d’amore, una bici, le salite, la voglia di vivere… dentro quelle pagine c’era tutto ciò che potesse fare innamorare un ragazzo come me ad un racconto simile. A volte mi sembrava di essere l’ombra del protagonista, di provare le sue emozioni e i suoi disagi.

Altro romanzo che ho amato alla follia “Due di due” di Andrea De Carlo… qui ci sarebbe da dire tanto, anzi tantissimo, ma i due protagonisti Mario e Guido vanno letti, vissuti, amati, odiati… vanno strappati da quelle pagine e resi reali nella vostra mente. Cazzo che libro… il personaggio di Mario, timido e così normale, a contrasto con il carisma travolgente di Guido. Vivetevelo tutto fino in fondo, perchè sono certo che vi travolgerà completamente. Questo romanzo l’ho letto un pò alla volta, ero terrorizzato dal fatto che prima o poi arrivasse alla fine… da una parte volevo vivermi la conclusione, dall’altra invece volevo fosse una storia infinita per non dovermene separare. Ricordo che leggevo qualche pagina… poi riponevo il libro nel cassetto della scrivania… dopo mezz’oretta tornavo a leggerne un pezzettino… non potevo farne a meno.

Irvine Welsh… ok, a questo punto vi lascio un titolo che vi ribalterà l’anima, qualcosa di epico nel suo genere, ovvero “Trainspotting”. Avete visto il film? Bravi, ma il libro è di un livello che non è nemmeno immaginabile. E’ sporco, irruento, sboccato e puzza di verità da far quasi schifo… se non avete letto il libro e non avete visto il film, non dovete perderveli per nulla al mondo. Ragazzi che si rifugiano nelle droghe per la paura di trovarsi incastrati nella società e nella sua routine.

Ora arriviamo al mio consiglio finale, o meglio, ai DUE consigli finali (anche se di questo autore io ho letto tutti i romanzi e sono uno più magico dell’altro). Carlos Ruiz Zafòn ha regalato al mondo la scrittura più bella di sempre. Esagero? No, almeno non per quanto riguarda i miei gusti. Amo ogni singola pagina, atmosfera e luoghi contenuti dentro “L’ombra del vento” e “Marina”… con “L’ombra del vento” ho fatto fatica ad accettare di tornare alla realtà… la sua Barcellona del 1945, le strade, il mondo di Daniel, il negozio di libri usati… il modo straordinario di Zafòn di descrivere qualsiasi dettaglio… ancora oggi non riesco a capacitarmi di come ci possa essere tanto talento in un solo cuore. La stessa cosa vale per “Marina”, anche qui la città protagonista è Barcellona, ma questa volta siamo sul finire degli anni settanta… una musica, le finestre di una casa, un grammofono… tutto prende vita e niente sarà più come prima per la vostra immaginazione… Zafòn? Un genio, anzi “il genio”.