canzone contro la violenza sulle donne

Canzoni contro la violenza sulle donne?
Per fortuna ne sono state scritte parecchie e in questi casi credo che un artista abbia anche l’obbligo di portare alla luce dei fatti scomodi, ma che riguardano, purtroppo, la vita di tutti i giorni. La mia canzone contro la violenza sulle donne è “Paola ora sorride” e descrive una storia vera, legata ad una persona a me molto vicina

Dydo (Huga Flame) “Paola Ora Sorride” feat Marya | Video Ufficiale (Prod. Hard)

 

Video realizzato da Alphetto Filmmaker

Si ringrazia il Comune di Cassano Magnago per la fattiva collaborazione
Tutte le location utilizzate nel video sono state fornite dal comune di Cassano Magnago
Si ringrazia Massimo Petazzi per aver concesso l’utilizzo del Palazzetto Tacca
Si ringrazia la Gesas per aver fornito la strumentazione necessaria, in particolar modo Colombo Elisabetta, Stefanazzi Giovanni, Maltarello Fabio,
Negrini Barbara e Rampazzo Nicoletta.
Una menzione speciale va al sindaco Nicola Poliseno per la disponibilità e per aver reso possibile la realizzazione del videoclip di “Paola Ora Sorride”

“Paola ora sorride”

e se dopo la pioggia ritorna il sereno, l’arcobaleno è una cicatrice del cielo ….

“PAOLA ORA SORRIDE” feat. MARYA

Strofa 1: 15 anni e lei si sente già in difetto con il mondo, il suo sguardo timido sfugge da ciò che ha intorno, parla poco per non farsi notare, lacrime silenziose come da dietro un vetro il temporale, le attenzioni dei ragazzi le ignora, lo sguardo basso nei corridoi della scuola, e non c’è spazio per chi è fragile, la fiducia è come un libro a cui hanno strappato tutte le pagine, ma lui le parla con quegli occhi così sinceri, e lei s’illude di afferrare i suoi pensieri, così nei bagni di un incubo liceale, lui le promette amore ma lei non si lascia andare, e lui la spoglia con forza, la scopa e con la mano le tappa la bocca e lei sconvolta, con le urla che non trovano vie di fuga, un segreto s’infrange nel silenzio di quelle mura,

strofa 2: con la memoria rivive quella violenza, chiusa nel suo silenzio ingrandisce la sofferenza, quella lametta con cui ha martoriato i polsi, scoprire che il dolore placa il male che meglio conosci, (ah) non c’è più spazio ormai su quelle braccia, per contenere i morsi della sua rabbia, beve vodka liscia e brucia come benzina, una manciata di pillole di paroxetina, lei stremata sul letto della sua stanza, la mano che trema porta alla bocca ogni sostanza, è un mix. mortale, stringe gli occhi quando l’effetto ruba il fiato per respirare, (lei sogna) anche solo uno schiaffo, per avere l’illusione che qualcuno si preoccupi ogni tanto, lei con la faccia di chi vuole sprofondare, di chi spera che quest’alba sia l’ultima da guardare,

bridge: ho un cuore stanco pronto a lottare, perchè il peggio possa cambiare, ora rinasco basta aspettare, respiro respiro vita in ogni battito,

strofa 3: e quel sorriso è il riassunto dei suoi vent’anni, è la rivincita presa con i suoi drammi, le cicatrici sopra i polsi, le ricordano con quanta forza è uscita dai suoi trascorsi, e la pazienza è il miglior dono, e quanto tempo ci è voluto per fidarsi poi di un altro uomo, ma lui ha saputo aspettare, e trasformare, quella diffidenza nell’affetto più speciale, (lei) guardava fuori dalla finestra del suo dolore, finchè le nuvole si sono dissolte al sole, e se dopo la pioggia ritorna il sereno, l’arcobaleno è una cicatrice del cielo,

bridge: ho un cuore stanco pronto a lottare, perchè il peggio possa cambiare, ora rinasco basta aspettare, respiro respiro vita in ogni battito,